mercoledì, 22 agosto 2007, ore 22:56
scarabocchiato da shiningarden in pensieri, riflessioni, vita, diritti, video

Che cosa si prova ad essere accusati ingiustamente?
Non dubito che chiunque potrebbe alzare la mano e dire la sua in proposito.
Chiunque potrebbe parlarmi delle sue emozioni, della rabbia e della tristezza, della frustrazione e del sentimento di vendetta provati. Io stessa potrei ma, sebbene consapevole delle emozioni e delle possibili reazioni, finora non mi ero mai chiesta in quale modo un’ingiustizia condizionasse l’animo umano.
Quale potere ha su di noi e fino a che punto ci influenza e cambia la nostra visione del mondo?

Possiamo essere state vittime di una più o meno grande ingiustizia, ma niente cancella il sapore sgradevole e l’odiosa sensazione di aver dovuto difendere la nostra integrità, i valori e gli ideali che in quel frangente gli altri rinnegarono in noi dipingendo un’immagine poco lusinghiera della nostra persona.

Che cosa significa essere accusati di essere l’opposto di chi in realtà siamo?
Essere accusati di essere asociali quando la nostra amicizia non è accettata? Accusati di essere superficiali quando le nostre argomentazioni non vengono ascoltate? Di essere un po’ folli e strani quando ci battiamo per i diritti di tutti e facciamo il possibile affinché siano rispettati?
È difficile e penso che, alla fine, si perda un po’ dell’originaria innocenza a vantaggio di una goccia di amaro cinismo. Solo un po’ quando si è fortunati, o abbastanza sicuri di sé da non farsi condizionare troppo.

È la storia stessa ad insegnarci che il diritto di essere se stessi è un diritto relativo che si rispetta senza troppa convinzione. Fintantoché non conviene il contrario.
Solo chi non può esercitare pienamente i propri diritti ne conosce il valore e l’enorme frustrazione che deriva dall’ignoranza, dalla grettezza e dalla meschinità di chi non riconosce altri visi, altri corpi, altri colori, altre idee.

Razzismo, omofobia, misoginia… sono tutte malattie che hanno poco a che fare con pensieri e principi e molto con l’egoismo e l’ignoranza nei confronti di un mondo che è grande, vario ed eterogeneo.
Anche se non tutti ne siamo a conoscenza, ci sono diritti che nessuno può toglierci nonostante molti siano restii nell’accordarceli.
Su YouTube ho trovato dei video molto significativi prodotti dalla Youth for Human Rights che illustrano i diritti inalienabili dell’uomo. Un video per ogni diritto: in totale 30 video di un minuto circa l’uno. Mezz’ora di poche, semplici verità che spesso ignoriamo.
Tra tutti ne ho scelti tre e li inserisco qui come un piccolo assaggio. Se vi va, però, li potete guardare tutti.

Personalmente penso che alcuni sarebbero potuti essere realizzati meglio, come quello sul matrimonio e la famiglia, ma si sa che alcuni pregiudizi sono duri a morire.
Ad ogni modo, vale la pena di dedicarci un po’ del proprio tempo: sono solo 30 minuti, ma in un mondo che corre possono fare la differenza.








Lara


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martedì, 21 agosto 2007, ore 20:54
scarabocchiato da shiningarden in musica, vita, canzoni, tristezza, video

Dedicato a tutte le donne. E a chi sta soffrendo, per qualsiasi motivo.
In attesa di giorni migliori.


So stand in the rain
Stand your ground
Stand up when it’s all crashing down
You stand through the pain
You won't drown
And one day what’s lost can be found
You stand in the rain
Stand in the rain, Superchick

Lara

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domenica, 12 agosto 2007, ore 22:16
scarabocchiato da shiningarden in pensieri, scrivere, ricordi, film, video, creativitĂ , girovagando sul web, persepolis

Sin da piccola mi è sempre piaciuto disegnare: all’asilo era uno dei miei passatempi preferiti.
Non appena potevo mi accaparravo un foglio di carta, una matita, i colori e un posticino in uno dei minuscoli banchi colorati della classe.

Ben presto, non appena mia madre mi salutava per andare al lavoro, presi l’abitudine di correre verso i fogli, le matite e il mio posto colorato. All’inizio ero sola, poi una bambina mi chiese se poteva disegnare con me e il momento del disegno libero divenne ancora più bello.

Ogni mattina ci ritrovavamo e disegnavamo insieme, senza vincoli né imposizioni. Stavamo imparando a diventare amiche e mi divertivo, non pensavo di fare nulla di male.
Poi, un giorno vidi avvicinarsi a noi una maestra. Pensavo volesse ammirare i nostri capolavori (!) e invece scorsi una luce di rimprovero nei suoi occhi e le sue parole mi trafissero come un arpione: “Adesso basta. La volete smettere di sprecare fogli? Andate a giocare fuori, con gli altri.”

Perché ho raccontato questo insignificante episodio della mia infanzia? Perché ieri sera, dopo tanti anni, il ricordo è riaffiorato mentre guardavo il trailer di Persepolis, il fumetto di Marjane Satrapi oggi divenuto film grazie al contributo di Vincent Paronnaud.

Nelle immagini del fumetto e del film ho nuovamente percepito la libertà che mi aveva contraddistinto da bambina quando disegnare era la mia massima aspirazione e le parole non avevano ancora colpito la mia fantasia.

Di certo il disegno non era la mia vocazione, ma in quel periodo era una delle cose che amavo di più e, anche se dopo l’episodio con la maestra non fu più la stessa cosa, continuai a disegnare per conto mio, come solo una bambina è capace di fare.

Curiosando sul myspace del film ho visto diversi filmati interessanti sulla sua produzione e ascoltato la colonna sonora, un vero tocco di originalità nel riadattamento della canzone che fu già colonna sonora di un altro film di successo, Rocky III.
Su YouTube, invece, mi sono imbattuta nella presentazione del fumetto. La inserisco qui sotto perché l’ho trovata particolarmente esplicativa del messaggio di Persepolis.



Penso ci siano tanti modi per avvicinarsi alla propria verità e tanti per esprimerla. Alcuni ci uniranno e altri ci divideranno, fa parte del gioco.
Non so se Persepolis uscirà anche nei cinema italiani, non ho trovato notizie a riguardo, però sarebbe un vero peccato perderselo.

In Francia è uscito il 27 giugno e qui in Italia è stato presentato al Giffoni Film Festival con qualche protesta, come si poteva immaginare. In fondo, c’è sempre qualcuno che si sente offeso dalla verità personale di un’altra persona, anche questo penso faccia parte del gioco.

Aspettando tempi migliori, segnalo un sito francese sul quale è possibile vedere in anteprima tre spezzoni tratti dal film.

E per ricordarci il vero spirito di opere come Persepolis, che non condanna e non assolve nessuno, ma racconta semplicemente una storia personale, cito alcune parole della stessa Marjane Satrapi tratte dal fumetto:

Ho capito fino in fondo che se non ero integrata con me stessa non mi sarei mai potuta integrare.

Lara

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martedì, 03 aprile 2007, ore 21:02
scarabocchiato da shiningarden in video, colori, creativitĂ , immaginazione, girovagando sul web

Un annetto fa mi capitò di dover analizzare il significato dei colori per il progetto di un sito web. Naturalmente mi affidai ad Internet per la mia ricerca e, per caso, mi imbattei nel sito di Maria Claudia Cortes.

A distanza di tempo l’ho ripescato dal cassetto della memoria e ho deciso di condividerlo.

 

Si comunica anche con i colori? Sono anche i colori una forma d’espressione?

Se dovreste descrivervi con un colore quale scegliereste? Un rosso, un arancione o un giallo? Un verde, un blu o un viola?

C’è un colore che vi rappresenta di più e uno a cui vorreste assomigliare?

 

I colori, come tante altre cose nella vita, svelano quello che non pensiamo di voler dire di noi.

Guardatevi il filmato della Cortes e poi ditemi: che mondo sarebbe senza colori?!



In inglese | In spagnolo

Lara



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