Girovagavo su internet alla ricerca di informazioni e immagini per il post che volevo scrivere quando mi sono imbattuta nell’ennesima dimostrazione dell’incoerenza umana. Mi dispiace, ma questa volta ho davvero bisogno di sfogarmi!
Ho già parlato di
diritti d’autore e copyright quindi non mi ripeterò, il discorso che invece voglio affrontare riguarda l’uso di questi diritti o delle licenze che circolano su internet.
Chi più chi meno avrà sentito parlare della
licenza Creative Commons (CC) che concede alcuni diritti agli utenti senza toglierne all’autore dell’opera protetta sotto questo tipo di licenza.
Premetto che ognuno è naturalmente libero di scegliere se permettere agli altri di utilizzare o meno le proprie opere e di diffonderle sul web, quindi non sindaco su questo. Ho una mia opinione a riguardo ma preferisco metterla in pratica piuttosto che concettualizzarla.
Dopo aver vissuto nell’ignoranza per qualche anno, ho scoperto che internet non era libera come pensavo, che usare immagini o frasi altrui senza il permesso dell’autore equivaleva a “rubarle” (anche se citavi l’autore e linkavi il sito), che rischiavi parecchio urtando in questo modo la sensibilità altrui (e violando la legge).
Ho deciso di informarmi a proposito e mi sono convertita alla licenza Creative Commons con gioia. Anche il sito prima era sotto copyright, ora non più nonostante permangano delle limitazioni all’utilizzo del materiale, come credo sia giusto considerando il lavoro e il tempo che l’autore di qualsiasi opera impegna nella sua realizzazione.
Da tempo non cerco più immagini attraverso Google, o qualsiasi altro motore di ricerca, ma mi affido al
Creative Common Search dove posso trovare tantissime foto caricate su Flickr e rilasciate sotto una licenza Creative Commons. Allo stesso modo si possono effettuare ricerche su Google, Yahoo e altri siti con materiale non vincolato dal copyright ma ugualmente protetto dagli abusi.
Oggi stavo cercando un’immagine sul sito
Deviantart, un’immagine che avrei potuto utilizzare senza la paura di essere additata come una ladra.
Ho settato la ricerca di Google sull’opzione avanzata “free to use or share” e il motore mi ha rilasciato una serie di risultati. Ne ho guardati diversi finché sono capitata su quello che mi ha spinta a scrivere questo post prima di quello che avevo in mente.
L’immagine in questione era rilasciata sotto una licenza CC, ma leggendo il commento lasciato dalla sua autrice non ho potuto che spalancare gli occhi allibita. No, non c’era scritto niente di volgare o osceno (!), semplicemente la ragazza in questione ci teneva a precisare (tutto scritto in maiuscolo) che non era permesso prendere il suo disegno per metterlo su un altro sito e che se si voleva inserirlo si doveva chiedere il permesso. Lei poteva quindi decidere se concedere il permesso o meno e nel primo caso era obbligatoria l’attribuzione. Se i suoi desideri non fossero stati esauditi ci saremmo trovati di fronte ad un comportamento scorretto e lei ce l’avrebbe fatta pagare (a grandi linee!). Alla fine ringraziava.
E di che? Ho pensato. Tante parole che potevano essere condensate in una senza offendere le buone intenzioni di nessuno: COPYRIGHT!
Trovo insensato usare in questo modo la licenza CC. Che senso ha? Se non vuoi condividere quello che crei lo metti sotto copyright, punto e basta. Tanto chi vuole usare illegalmente il tuo materiale lo farà comunque, mentre chi non pensava di fare nulla di male si chiederà: ma che cavolo vuole questa? Concede o meno l’autorizzazione? Le sue parole dicono di no, ma l’uso improprio della licenza CC ti fa pensare che dovrebbe informarsi un po’ di più.
Tutto il materiale presente su internet è coperto da copyright se non diversamente specificato dal proprio autore, quindi a che serve ribadirlo con tale veemenza? Caso mai qualcuno che ne fosse ancora ignaro coltivasse ambizioni di ladro?
Naturalmente alla fine non ho scelto la sua immagine, ma un’altra di cui sarò felice di citare l’autore e inserire un link alla sua pagina su Deviantart sperando in questo modo di diffondere un po’ la sua arte.
Non dico di essere senza macchia (né senza paura, ahimè!): in passato ho inserito immagini senza attribuirle per pura ignoranza di quanto fosse concesso o meno fare, di cosa fosse corretto o meno. Oggi capisco quanto sia importante citare non solo l’autore ma anche la fonte dalla quale si è presa un’immagine o un brano o altro perché è l’unico modo per diffondere un’idea di condivisione che rispetti il lavoro di tutti.
Forse per troppo tempo internet è stata una vera giungla in cui chiunque prendeva qualsiasi cosa senza attribuire nulla e dimenticandosi dell’autore per strada. Il fatto che, però, qualcuno si approfittasse del lavoro altrui non lo considero un prodotto di quella libertà perché l’attribuirsi un’opera altrui o il venderla non è frutto di ignoranza quanto più di meschinità e deliberata intenzione di danneggiare l’altra persona.
Per quanto capisca e condivida il copyright, non capisco né condivido il comportamento di persone come la ragazza citata sopra. Eppure chissà che non abbiano ragione loro nel considerare il mondo un covo di gente disonesta dal quale ci si deve difendere.
A questo punto, quindi, la creazione di internet non può che essere un errore umano, una terribile disattenzione.
Se la realtà è davvero quella che fanno intendere queste persone, mi chiedo che senso abbiano siti come Flickr o YouTube. Non sono nient’altro che siti settari in cui chi non è dotato di una macchina fotografica o di una videocamera non può entrare? I semplici visitatori sono visti con sospetto?
Non so, a me questo atteggiamento da “guardare ma non toccare” lascia sempre molto perplessa, in particolare su internet. Là fuori è diverso, è sempre stato diverso, ma qui dentro… ci è stato fatto credere che potessimo abbattere alcuni limiti imposti e invece…
Ancora una volta il mondo si divide: da una parte chi decide di condividere e dall’altra chi richiede un permesso scritto per farlo.
Si convive certo, ma separati da un muro o, come in questo caso, da una licenza e da una scelta che, per quanto ignorata, ci mostra non solo la volontà di chi crea un’opera, ma anche il suo animo e i sentimenti che lo governano: paura, fiducia, avidità, rispetto.
In conclusione: ognuno di noi sceglie chi essere e non penso abbia senso giudicare le scelte personali ma, per favore, non dimentichiamoci che la coerenza non è un optional!

Lara